Agroalimentare, Ismea: nei primi 6 mesi del 2025 cresce il consumo domestico

5,2% L’aumento della spesa degli italiani per la tavola: record al Sud e tra le famiglie con figli

A.Z.
|2 mesi fa
Agroalimentare, Ismea: nei primi 6 mesi del 2025 cresce il consumo domestico
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Nel primo semestre 2025 la spesa degli italiani per il consumo alimentare domestico è cresciuta del 5,2% rispetto all’anno precedente.
A comunicarlo è Ismea che ha pubblicato nei giorni scorsi il report specifico.
L’analisi della crescita a livello territoriale rivela un trend più marcato al Sud (+6,9%), seguito dal Centro (+5,2%), dal Nord-Ovest (+5%) e dal Nord-Est (+3,5%).
Tra i canali di acquisto il supermercato si conferma dominante con una quota di mercato del 41% e una crescita del +6,1%. Segue il discount, con un incremento del valore degli acquisti pari al 3,5%, mentre si confermano in crescita del 3,3% le vendite presso gli ipermercati.
L’analisi delle dinamiche per tipologia di famiglia che quelle con responsabile degli acquisti under 55 con figli (sia piccoli che grandi) hanno registrato gli incrementi di spesa più marcati, rispettivamente pari a +7,1% e +9,1%; queste due tipologie di famiglie guidano anche la ripresa generalizzata dei volumi.
Per le famiglie monocomponenti over 55, che nei due anni precedenti avevano sostenuto la crescita dei consumi (per due terzi appartenenti a fasce ad alto reddito), la spesa nel primo semestre del 2025 ha avuto un incremento più contenuto, pari al +4,3%, inferiore alla media nazionale.
Al contrario, per i nuclei familiari con responsabile d’acquisto over 55 e senza figli conviventi la spesa è cresciuta solo dell’1%, accompagnata da una generalizzata contrazione dei volumi.
Il pane recupera appeal
Tra i prodotti che guidano il recupero della spesa alimentare nei primi 6 mesi del 2025 vanno segnalati pane e sostituti (+6,1% in valore e +4,9% in volume) e in particolare pizza (+4,8% la spesa e +4,2% i volumi), mentre restano stabili gli acquisti in volume di pasta, a fronte di prezzi in riduzione per le frequenti e diffuse promozioni.
In crescita anche i lattiero-caseari, che segnano in valore un +6,3% nel primo semestre, guidati dai formaggi duri (+8,8). Bene i formaggi freschi (+8,7%), yogurt (+ 9,7%), mentre continua il calo dei consumi di latte fresco (-3,9% i volumi su base annua).
I volumi acquistati sono tornati a crescere per molte referenze del comparto delle carni: in pole position ancora la carne avicola, con un incremento del 6,1% nei volumi acquistati e una spesa in crescita dell’11,5%.
Segue la carne suina, con un aumento del 3,1% dei volumi e del 5,5% della spesa, mentre risultano penalizzate le carni bovine, con un -1% nei volumi, frenati dai significativi aumenti dei prezzi medi (+8,7%).
Bene le uova, evidenziando un incremento dei volumi acquistati del 7,5% anche a fronte di prezzi in aumento del 5,3%.
Segno più anche per il comparto ortofrutticolo, con una crescita della spesa pari al +3,6%, mentre restano stabili le conserve di pomodoro. Per la frutta la spesa complessiva si incrementa del 5,5% malgrado la flessione dei volumi.
Volumi in contrazione per il vino (eccetto lo spumante), exploit del miele
Perdono 2,5 punti percentuali i volumi di vino consumati nei primi 6 mesi del 2025 (con una spesa però in aumento di 1,9 punti percentuali): una regola alla quale però sfuggono gli spumanti, che segnano un incremento dei volumi dell’8,8% e di spesa del 7,6%.
Nel carrello degli italiani hanno trovato anche un posto privilegiato l’olio extravergine di oliva (+15%) (per il quale va segnalata una notevole riduzione dei prezzi medi in Gdo -18%) e il miele con un interessante incremento di volumi del 7%.

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