L'omelia di Cevolotto: «Costruire legami grazie al rispetto delle regole»
Il vescovo ha celebrato la messa patronale e consegnato l'Antonino d'oro ai Padri Vincenziani

Federico Frighi
|1 anno fa

Fotoservizio © Libertà/Marco Grisoli
«Sant’Antonino ci ricorda che c’è una esigenza di unità che supera le differenze che ogni comunità ha al suo interno. La sua coscienza era quella del buon servitore dello Stato al servizio del bene di tutti».
Lo ha detto il vescovo Adriano Cevolotto questa mattina nell’omelia patronale, dedicata come è ormai tradizione, a tematiche civiche. Il vescovo ha richiamato il tema della cittadinanza «sul quale da poco siamo stati chiamati ad esprimerci con il referendum. A parte il dibattito sul numero degli anni - ha osservato Cevolotto - mi preme sottolineare come nella cittadinanza non ci sia solo il concetto di appartenenza ad uno Stato, ma anche quello della partecipazione, di un legame da costruire attraverso il rispetto delle regole. Quali sono dunque le strade per apprendere la grammatica della cittadinanza? Il rispetto delle regole e delle leggi - ha ribadito il presule - se invece cerchiamo di eluderle seminiamo una cultura che mina la logica della convivenza».
Al termine della celebrazione è stato consegnato l’Antonino d’oro 2025 ai Padri Vincenziani.
Lo ha detto il vescovo Adriano Cevolotto questa mattina nell’omelia patronale, dedicata come è ormai tradizione, a tematiche civiche. Il vescovo ha richiamato il tema della cittadinanza «sul quale da poco siamo stati chiamati ad esprimerci con il referendum. A parte il dibattito sul numero degli anni - ha osservato Cevolotto - mi preme sottolineare come nella cittadinanza non ci sia solo il concetto di appartenenza ad uno Stato, ma anche quello della partecipazione, di un legame da costruire attraverso il rispetto delle regole. Quali sono dunque le strade per apprendere la grammatica della cittadinanza? Il rispetto delle regole e delle leggi - ha ribadito il presule - se invece cerchiamo di eluderle seminiamo una cultura che mina la logica della convivenza».
Al termine della celebrazione è stato consegnato l’Antonino d’oro 2025 ai Padri Vincenziani.
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