Roncaglia, cimitero senz’acqua da un mese: «Frazione abbandonata»
I residenti segnalano la chiusura del circolo Arci, la trasformazione della farmacia in dispensario, la riduzione del servizio postale e la chiusura di due bar
Filippo Lezoli
|1 mese fa

Il cimitero di Roncaglia è senza acqua da oltre un mese, nonostante le ripetute segnalazioni dei residenti. Un disservizio che, secondo chi vive nella frazione di Piacenza, è soltanto l’ultimo di una lunga serie di problemi e di servizi che nel tempo sono venuti meno.
All’ingresso del cimitero, un foglio attaccato con lo scotch alla fontanella informa: «Acqua chiusa causa guasto». Per innaffiare i fiori sulle tombe alcuni residenti sono costretti a portare l’acqua da casa. «Un pozzetto rotto e siamo rimasti senza acqua. In un mese nessuno è venuto ad aggiustarlo, così mi trovo costretto a portare l’acqua da casa», racconta Carlo Molinari.

Il vicesindaco Matteo Bongiorni invita i residenti a «pazientare ancora un po’». «C’è un tubo ammalorato - precisa - e dobbiamo capire come intervenire per sostituirlo». L’obiettivo indicato dall’amministrazione è arrivare a ottobre con il ripristino dell’acqua.
Ma il problema del cimitero si inserisce in un quadro più ampio. I residenti segnalano la chiusura del circolo Arci, la trasformazione della farmacia in dispensario, la riduzione del servizio postale a tre giorni alla settimana e la chiusura di due dei tre bar. Tra i servizi persi c’è anche la scuola elementare, chiusa e poi abbattuta.
A questo si aggiungono la crescita del traffico e dei capannoni della logistica. «Siamo dimenticati sia da questa amministrazione sia da quella che l’ha preceduta», è la denuncia di Luigi Felici.
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