«Stop alla maxi-villa sulle colline di Gazzola»
Manifestazione di Legambiente e Italia Nostra davanti al cantiere a Costa Chiappona: «Inaccettabile rimpallo tra istituzioni, si intervenga»
Cristian Brusamonti
|2 mesi fa

La manifestazione davanti al cantiere di Costa Chiappona - © Libertà/Cristian Brusamonti
Lo striscione steso a due passi dalle ruspe e dalle reti di cantiere parla chiaro: «La proprietà è privata, il paesaggio è di tutti». Così, una cinquantina di persone nella giornata di sabato hanno manifestato contro la realizzazione della mega villa panoramica alla Costa Chiappona, sul crinale tra Valluretta e Valtrebbia, dove una società immobiliare milanese ha acquistato i terreni per realizzare un edificio residenziale di 700 metri quadrati con annesso parco, piscina e anfiteatro per spettacoli: dopo le critiche mosse già in queste settimane per il presunto abuso urbanistico, le associazioni Legambiente e Italia Nostra hanno organizzato una camminata da Monticello fino al cantiere in corso, per denunciare l'accaduto.

Richiamata, durante la manifestazione, l’ultima lettera della Regione Emilia-Romagna: la missiva chiede al Comune di riesaminare il titolo edilizio alla luce dei contrasti rilevati dalla Regione stessa con norme e strumenti urbanistici ma invita anche la Provincia, in caso di inerzia comunale, a intervenire in via sostitutiva sospendendo i lavori. Su questo la Provincia ha fatto sapere di non ritenersi competente, indicando nel Comune l’ente chiamato ad accertare eventuali irregolarità. «Questo rimpallo non può continuare mentre il territorio viene trasformato» ribadiscono i premotori. «Chiediamo di sospendere cautelativamente i lavori, accertare la legittimità dell’intervento e impedire che l’inerzia degli enti crei un precedente pericoloso, indebolendo la fiducia dei cittadini e la tutela del paesaggio».

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