Il batterista Anathem, dai palchi di grandi musicisti allo show solista
In uscita il suo nuovo singolo Angels
Donata Meneghelli
|3 mesi fa

Il nome che segna la sua identità musicale è Anathem. «C’è un’assonanza con Anakin Skywalker di Guerre Stellari – spiega lui – E ‘anatema’ richiama il lato oscuro: a volte il buio va attraversato per generare la luce, un po’ come accade nel fuoco che distruggendo crea». Lui è Riccardo Aguiari, nato a Fiorenzuola nel 1998. Quando aveva appena 2 anni la nonna gli regalò la prima batteria giocattolo. Da allora non ha più smesso. Ora esce col nuovo singolo «Angels», su tutte le piattaforme digitali. «E’ un tributo a una persona che continua a vivere attraverso i ricordi, che ha guarito ferite e che porta il nome degli angeli – ci spiega l’artista - Un racconto di connessione, anche oltre l’assenza. Angels è dedicata anche per tutti coloro che sentono ancora la presenza di qualcuno che hanno amato. Perché certi legami non finiscono: trovano semplicemente un nuovo modo di esistere. Ai nostri angeli custodi».
Aguiari lavora sia con musicisti per cui suona la batteria (da Elodie ai cantanti Drama, Kasy e Lil Mile) ma porta avanti anche una ricerca personale: come Anathem ha costruito un one man show (che ha debuttato nel 2024 e si chiamava allora Rick live Experience), dove le percussioni dialogano con la musica elettronica. Sa incendiare il pubblico con la sua energia e con le bacchette che prendono fuoco, da lui inventate e brevettate. Dieci anni fa apriva il suo canale youtube arrivando subito a 650 mila visualizzazioni. A 23 anni, il suo primo contratto professionale con la Infinity Management. Intanto la compagnia californiana Soultone Cymbals lo volle come endorser; arrivarono le performance live negli USA, ma nel 2022 tornò in Italia per diventare il batterista ufficiale del tour di Elodie (con lui polistrumentista piacentino Niccolò Savinelli).
Da indipendente, a Los Angeles produsse il suo primo singolo «The Code», lanciato sui più importanti digital store. L’anno scorso era nella città degli angeli per la nomination ai Grammy Awards a Lil Mile, cantautore veronese per cui suona. «La mia ricerca – ci spiega – è orientata a cercare un linguaggio per la batteria che davvero può sprigionare tanta forza, ma resto apertissimo alle collaborazioni». Ne citiamo alcune: con la coreografa e ballerina Melissa Torricella; con Monica Vescovi di ArteAre che gli ha insegnato a maneggiare il fuoco. Si è esibito con il suo live show personale in apertura a Merk & Kremont al San Donnino di Fidenza; poi del noto dj e producer Christian Marchi a «Natale in tour» di Salsomaggiore.
C’era il sold out per il suo live show personale di Anathem all’Art Mall di Milano. Anathem è così: si muove tra collaborazioni importanti e la ricerca di uno spazio personale, dove mantenere la sua identità, senza lasciarsi schiacciare dalle delusioni: «L’anno scorso mi avevano cercato per aprire il concerto di Gabry Ponte allo Spazio Industriale 4 a Milano. Poi la cosa sfumò per motivi logistici e di tempistica». «Ho avuto dei punti di riferimento importanti, in primis il mio maestro di batteria, ma anche di vita Patrizio Rizzi e poi Fausto Cogliati, autore e produttore di primo piano nel panorama italiano dove resta una leggenda. E’ morto l’anno scorso, a soli 66 anni. Mi incoraggiò proseguire e così faccio, con i miei picchi e i momenti bui. Penso questa sia la mia forza».
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