Ambulatorio via Pozzo: gioia per il vaccino agli ultimi, commozione per Gino Strada
Redazione Online
|5 anni fa

All’ambulatorio “Arcangelo Dimaggio” dovrebbe essere un giorno di “festa”: quello in cui finalmente anche chi non ha una casa e non è iscritto al Servizio sanitario nazionale si può vaccinare contro il covid. Un bisogno, questo, sentito e richiesto da tempo che finalmente venerdì 13 agosto si è concretizzato in una prima seduta vaccinale nei locali di via Pozzo. Eppure, proprio lì , i volontari dell’ambulatorio fanno fatica a trattenere la commozione per la scomparsa di Gino Strada, avvenuta proprio lo stesso giorno. I valori di Emergency del resto sono quelli che hanno animato prima l’associazione e poi l’ambulatorio intitolati ad Arcangelo Dimaggio: il direttore sanitario Romeo Frassani era amico di lungo corso di Strada, medico insieme a lui impegnato Sudan. Idem Stefania Calza che con Emergency era scesa in Afghanistan. O Luisella Reboli che con il compianto marito Arcangelo aveva letteralmente sposato la causa dell’associazione di Gino Strada.
In via Pozzo le prime persone sono arrivate già all’una dopo pranzo: molte di loro sono seguite da Caritas e non solo, frequentano la mensa e i dormitori, vivono in strada. Per loro il Servizio sanitario nazionale è un insieme di parole senza un particolare significato e dunque anche i canali normali per sottoporsi al vaccino sono sbarrati. L’ambulatorio inizia le pratiche per vaccinare alle due del pomeriggio: volontari dell’associazione e medici e infermieri dell’Ausl procedono spediti e in un paio d’ore oltre una ventina di senzatetto fa la prima dose di Pfizer.
In via Pozzo le prime persone sono arrivate già all’una dopo pranzo: molte di loro sono seguite da Caritas e non solo, frequentano la mensa e i dormitori, vivono in strada. Per loro il Servizio sanitario nazionale è un insieme di parole senza un particolare significato e dunque anche i canali normali per sottoporsi al vaccino sono sbarrati. L’ambulatorio inizia le pratiche per vaccinare alle due del pomeriggio: volontari dell’associazione e medici e infermieri dell’Ausl procedono spediti e in un paio d’ore oltre una ventina di senzatetto fa la prima dose di Pfizer.
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