Anna Maria Fellegara a Lo Specchio: «Rifarei tutto»
«L’unica cosa che mi è davvero mancata è stata la possibilità di fare un lungo periodo all’estero»
Matteo Prati
|5 mesi fa

Lo Specchio di Piacenza
Incontri, responsabilità, decisioni. Ma anche memoria, educazione e senso dell’impegno. Nella nuova puntata de Lo Specchio di Piacenza, il format di Telelibertà condotto da Nicoletta Bracchi, a “riflettersi” davanti alle telecamere è la professoressa Anna Maria Fellegara, prorettrice vicaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un percorso ricco di impegni tra dimensione accademica, attività sociale, scoutismo e incarichi istituzionali, raccontato con il tono misurato e concreto che la contraddistingue. Un dialogo che va oltre i ruoli pubblici e ripercorre le esperienze che hanno plasmato il suo senso di responsabilità e il valore delle relazioni.
«Per molti sono Lalla - racconta sorridendo - è un nome che mi ha dato mio padre: mi chiamo Anna Maria come le mie due nonne, ma lui mi ha sempre chiamata così. Alla fine è diventato il nome con cui mi conoscono gli amici e le persone più vicine». Emerge un cammino pieno di impegni e responsabilità, vissuto però senza rimpianti: «Sento il peso delle cose da fare. È, però, una vita che ho scelto e per la quale provo grande riconoscenza. Rifarei tutto».
Dietro il percorso professionale e accademico c’è una storia personale segnata dalla determinazione: la perdita del padre in giovane età, la crescita accanto alla madre e alle sorelle e la necessità di costruire il proprio cammino senza condizioni privilegiate di partenza. Nella formazione della docente un ruolo centrale lo ha avuto la Piacenza del post-Concilio e, in particolare, la parrocchia della Santissima Trinità, vissuta come scuola di partecipazione. Ricorda le figure di don Giancarlo Conte e don Antonio Tagliaferri, in una comunità viva di giovani e famiglie.
«Abbiamo sentito presto una chiamata all’impegno», racconta, ricordando anche il giornalino parrocchiale “Richiamo”. Un’idea di servizio che ancora oggi attraversa tutta la sua esperienza pubblica e didattica. «L’unica cosa che mi è davvero mancata è stata la possibilità di fare un lungo periodo all’estero».
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