Una dipendente di Seta aggredita sul bus. Fit Cisl chiede interventi: "Troppe zone franche"
L'episodio sulla tratta San Nicolò-Castel San Giovanni durante normali controlli. Trovato un coltello a serramanico. Il sindacato invoca la convocazione di un tavolo urgente in Prefettura e propone una serie di misure per contrastare il fenomeno
Redazione Online
|3 mesi fa

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Non è più solo una questione di evasione tariffaria, ma una vera emergenza di ordine pubblico: a rischio è la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sui bus del trasporto pubblico locale. È quanto denuncia la FIT CISL di Piacenza dopo un grave episodio avvenuto ieri sulla linea Piacenza-Borgonovo, dove una verificatrice di SETA è stata aggredita e ferita da uno dei passeggeri sorpresi senza biglietto.
Cosa è successo
Durante un controllo di routine nella tratta San Nicolò-Castel San Giovanni, tre addetti al controllo dei titoli di viaggio di Seta - una donna e due uomini - hanno notato due giovani, in evidente stato di agitazione, nella parte posteriore del mezzo. La squadra ha subito allertato i carabinieri, mentre l'autista, arrivato alla fermata della piscina di Castel San Giovanni, ha segnalato il pericolo a una pattuglia della Polizia locale provinciale in transito.
Vistisi scoperti, i due giovani hanno tentato la fuga. Nel farlo, uno dei due ha aggredito la dipendente di Seta, spingendola con violenza: la donna ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere, dove le è stata refertata una prognosi di 7 giorni. Il giovane si è poi dileguato lanciando un oggetto nel giardino di una villa vicina.
È stato l'intervento coordinato di polizia locale e carabinieri a permettere di bloccarlo poco dopo: la successiva ispezione del giardino ha portato al ritrovamento e al sequestro di un coltello a serramanico. Il complice è invece riuscito a fuggire alla fermata successiva di piazzale Gramsci.
Le «zone franche» segnalate da Fit Cisl
La Fit Cisl denuncia l'esistenza di vere e proprie "zone franche" su alcune linee provinciali. Sulla Piacenza-Borgonovo, ad esempio, secondo il sindacato, agirebbe in modo sistematico un gruppo di ragazzi, presumibilmente minorenni, con comportamenti intimidatori che provocano disordini continui e minacce verso passeggeri e personale. Anche la linea Piacenza-Cremona viene indicata come tratta ad alto rischio, teatro frequente di episodi di microcriminalità e tensioni a bordo.
Le richieste del sindacato
Il segretario provinciale della Fit Cisl Piacenza, Salvatore Buono, ha lanciato un appello alle istituzioni e ai vertici aziendali, chiedendo:
- la convocazione urgente di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura e Questura;
- un protocollo di pronto intervento rapido, con linea prioritaria per le chiamate d'emergenza dei lavoratori del trasporto pubblico;
- controlli mirati e pattugliamenti anche in borghese, con posti di blocco frequenti sulle tratte più critiche;
- l'estensione del sistema d'allarme di bordo "Red Button": il pulsante d'emergenza in dotazione ai conducenti, oggi collegato solo alla sala operativa aziendale, dovrebbe interfacciarsi direttamente con le centrali di Carabinieri e Polizia.
«Ieri è andata bene perché l'arma è stata lanciata prima che potesse essere usata contro di loro,» ha dichiarato Buono, esprimendo solidarietà alla lavoratrice e ai colleghi coinvolti. «Ma non aspetteremo il dramma irreparabile per vedere applicate le norme sulla sicurezza sul lavoro. Se l'azienda e le istituzioni non risponderanno immediatamente alle nostre richieste, la Fit Cisl metterà in campo ogni azione sindacale consentita dalla legge per tutelare la vita dei lavoratori e dei cittadini piacentini.» Il segretario ha infine ringraziato le forze dell'ordine, chiedendo a Prefetto e Questore di «aiutarci».
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