Bms, lavoratori in lacrime. «Ma che colpa abbiamo noi?»
A Caorso senza stipendio e con i cancelli chiusi. «O cadiamo in un burrone o cadiamo da un ponte», si sfogano. Solidarietà dalle istituzioni
Valentina Paderni
|2 mesi fa

L'azienda Bms di Caorso
«Ho lavorato tanto per questa ditta. Non so cosa sia accaduto». Si commuove una delle dipendenti della Bms di Caorso che, da un giorno all’altro, si è ritrovata a casa, assieme agli altri oltre 30 colleghi. Le lacrime sono il frutto della dedizione di chi per 38 anni si è dedicata a far crescere un’attività produttiva del settore del confezionamento per alimenti; un’attività che, negli anni, si è trasformata.
«Ho iniziato a lavorare per il nostro titolare nel 1988, l’anno del mio matrimonio», viene detto come a sottolineare l’importanza di quel contratto su cui è stata costruita una famiglia. Nel mezzo ci sono stati una divisione societaria, un trasferimento in uno stabilimento a Valconasso per circa tre anni e mezzo e infine il ritorno a Caorso con la nascita della Bms.
«Inizialmente eravamo in 5 o 6», continua l’iscritta alla Cgil. «Poi sono stati acquistati macchinari, assunte altre donne, rilevato una ditta di Montale e siamo cresciuti, arrivando ad essere quasi una sessantina». Raggiunto l’apice è iniziato il lento declino.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

