In navigazione sul Po in agonia: sabbia e ghiaia dove c’era l’acqua
Con la “gualtiera” salpando dal pontile della Nino: ma del grande fiume resta solo un cupo fantasma
Benedetta Del Re
|2 mesi fa

Dove un tempo scorreva la vita, oggi si cammina sull’incertezza: il Po è diventato un labirinto di sabbia e ghiaia, una ferita aperta nel cuore del territorio piacentino che non si era mai prolungata così a lungo. «Che impressione...»
La partenza è, ancora una volta, dal pontile della società canottieri Nino Bixio. «Vedere il Po da dentro fa effetto in questi giorni», dicono gli esperti. Si sale a bordo della “Gualtiera”, la barca del 1975 di Gualtiero Fanti, che quando non naviga sul Po si occupa di energie rinnovabili.
Da questo punto di vista privilegiato si osserva quanto la siccità stia riscrivendo la fisionomia del nostro fiume. Il fiume scorre lentissimo, quasi fermo, e la sua portata è diventata l’ombra di quella che fu, di quella che dovrebbe essere. In alcuni tratti, con soli due metri d’acqua, il Po rivela tutto ciò che solitamente nasconde: la distesa di sabbioni è così vasta che in molte zone del suo percorso si potrebbe attraversare il corso d’acqua interamente a piedi.


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