Il camorrista al boss: "Posso usare il tuo nome a Piacenza?"
Redazione Online
|13 anni fa

“Sono a Piacenza, un lavapiatti non vuole saldare il debito: posso spendere il nome del clan per farmi pagare? Ho l’autorizzazione a picchiarlo?”. E’ l’inquietante contenuto di una telefonata intercettata tra due esponenti della camorra, pubblicata sul sito internet del Fatto Quotidiano a firma dei giornalisti Vincenzo Iurillo e Andrea Postiglione. Un affiliato, identificato dagli inquirenti solo come “zio Guido”, chiama Nicola Sarno, un boss poi condannato a 12 anni. Il primo si trova a Piacenza per un non meglio precisato lavoro e sembra avere problemi a riscuotere dei soldi da un inserviente di un hotel. “Zio Guido” chiama il boss e gli chiede l’autorizzazione a dire al creditore che fa parte del clan, un modo per intimorirlo e farsi dare il denaro. Da Nicola Sarno arriva l’ok, anche eventualmente a picchiare il lavapiatti insolvente.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

