Celle, chiavistelli e storie di evasioni: le ex carceri di Borgonovo 40 anni dopo
Grande partecipazione alla prima apertura al pubblico dopo l'intervento di bonifica degli spazi detentivi ospitati all’ultimo piano della rocca comunale
Mariangela Milani
|4 mesi fa

Un centinaio di visitatori ha preso parte alla prima visita alle ex carceri ospitate un tempo nella rocca comunale di Borgonovo. Terminati gli interventi di pulizia e bonifica, l’altra sera è stato finalmente possibile varcare, dopo anni di semiabbandono, il pesante portone che conduce all’ultimo piano dell’antico maniero.
Al suo interno il tempo sembra essersi fermato a circa quarant’anni fa, quando furono soppresse la pretura e le carceri borgonovesi. Le massicce porte delle celle, ancora dotate di chiavistello e dello spioncino utilizzato per controllare i detenuti, si aprono su ambienti nei quali la luce filtra dalle finestre protette dalle sbarre.
C’è chi conserva ancora il ricordo di lenzuola bianche appese alle finestre, segnale che durante la notte precedente qualche detenuto era riuscito a fuggire.
La visita alle ex carceri è stata il momento più atteso di un percorso che ha permesso ai partecipanti di scoprire la storia e le peculiarità dell’intera rocca comunale di Borgonovo, riportando alla luce una pagina poco conosciuta del passato del paese.
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