Contributi volontari alle scuole, una famiglia su due ha detto no
I fondi servono ad ampliare l’offerta formativa degli istituti ma in più sedi risultano a picco. «Progettualità a rischio»

Simona Segalini
|1 anno fa

Primo giorno di scuola in Alto Adige, 05 settembre 2024. ANSA/ G. NEWS
Sarà che dopo la pandemia i fondi Pnrr alle scuole avevano gonfiato le casse moltiplicando la progettualità nelle aule in forma esponenziale. Sarà che l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, ma i soldi pervenuti dai contributi volontari alle scuole di Piacenza - sono in caduta libera. Mediamente - e stiamo parlando delle superiori - una famiglia su due ha detto no in vista del nuovo anno scolastico.
Al Romagnosi-Casali, in città, va anche peggio. Al tecnico-professionale diretto da Raffaella Fumi i 60 euro di contributi volontari (esclusi i 15 euro di assicurazione e spese) sono pagati all’incirca da 500 famiglie, su un totale complessivo che tra tecnico e professionale assomma 2.200 studenti. Come dire, soltanto un quarto delle famiglie concorre alle spese per le attività extra nella scuola del proprio figlio.
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