Addio al pane e dipendenti in cassa integrazione: anche la gastronomia in ginocchio
Redazione Online
|4 anni fa

Addio al pane, costa troppo. Costa troppo tenere acceso il forno e attivo il laboratorio di panificazione. E senza il pane e con il calo dei consumi il giro di vite impone scelte come la cassa integrazione.
E’ un’altra storia frutto della crisi energetica. La storia ha i nomi di Katia Miserotti e Paolo Cobianchi, titolari della Gastronomia Basulon. I costi energetici erano già alti nel 2021, il contratto sull’energia a prezzo bloccato era scaduto, ma si pensava a rincari temporanei, a qualcosa che si sarebbe assestato. Invece la faccenda prende tutta un’altra piega. Già a giugno di quest’anno arrivano 3.800 euro di bolletta per sfornare il pane. Troppi. E poi il 12 agosto viene recapitata la bolletta di luglio è di 5.710 euro. .
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