Il piacentino Cristian Camisa nel nuovo advisory board territoriale di Unicredit
Redazione Online
|2 anni fa

C’è anche l’imprenditore piacentino Cristian Camisa nel nuovo advisory board (ossia il consiglio consultivo) territoriale di Unicredit per la “Regione Centro Nord” che comprende Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.
A presiederlo è la carpigiana Federica Minozzi e si compone di quindici figure, fra cui appunto l’amministratore delegato di “Tta Srl” e presidente nazionale di Confapi.
“Sono onorato di far parte di un consiglio composto da imprenditori così qualificati – è il commento di Camisa – come ha detto l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel, l’interrelazione continua della banca con l’advisory board potrà permettere di fare strategie più mirate per le imprese e per quanto mi riguarda, anche per il mio ruolo associativo, in particolare per le piccole e medie imprese industriali. Anche in questo ruolo spero di poter essere utile fungendo da megafono per i bisogni degli imprenditori – fa presente – sicuramente cercherò di portare i bisogni veri del nostro mondo, consapevole che le banche partono da fondamentali oggettivi su cui non si può incidere: allo stesso tempo capire le nostre esigenze è fondamentale per mettere in atto misure più vicine al nostro mondo”.
A presiederlo è la carpigiana Federica Minozzi e si compone di quindici figure, fra cui appunto l’amministratore delegato di “Tta Srl” e presidente nazionale di Confapi.
“Sono onorato di far parte di un consiglio composto da imprenditori così qualificati – è il commento di Camisa – come ha detto l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel, l’interrelazione continua della banca con l’advisory board potrà permettere di fare strategie più mirate per le imprese e per quanto mi riguarda, anche per il mio ruolo associativo, in particolare per le piccole e medie imprese industriali. Anche in questo ruolo spero di poter essere utile fungendo da megafono per i bisogni degli imprenditori – fa presente – sicuramente cercherò di portare i bisogni veri del nostro mondo, consapevole che le banche partono da fondamentali oggettivi su cui non si può incidere: allo stesso tempo capire le nostre esigenze è fondamentale per mettere in atto misure più vicine al nostro mondo”.
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