L'alcolock non convince, «Gli agenti sulle strade più utili del dispositivo»
Danilo, padre di Sonia Tosi, la ragazza travolta e uccisa da un’auto, sullo strumento per i recidivi che bevono prima di mettersi alla guida
Elisabetta Paraboschi
|7 mesi fa

«In teoria è utile, ma se non si rende applicabile di fatto non serve a nulla. La soluzione migliore resta sempre un controllo massiccio delle forze dell’ordine sulla strada, magari in prossimità dei locali».
Danilo Tosi interviene sulla misura dell’Alcolock varato dal ministero dei Trasporti e reso obbligatorio da ieri sulle auto guidate da chi è stato già sanzionato per aver guidato con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro, configurandosi come una misura chiave per i recidivi, che potranno condurre solo veicoli a bordo dei quali risulti installato tale dispositivo.
Tosi è il padre di Sonia, la 27enne piacentina che la sera dell’1 agosto 2021 venne travolta e uccisa insieme al fidanzato Daniele da un ragazzo che guidava con un tasso alcolemico di 3.1 grammi per litro percorrendo la strada per Zena di Carpaneto a 115 chilometri orari.
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