Altri 21 milioni di euro per aiutare le attività costrette a chiudere
Redazione Online
|5 anni fa

Salgono a 31 milioni di euro le risorse disponibili per i ristori economici a favore di bar e ristoranti, taxi e noleggio con conducente, operatori della cultura e comparto sport, palestre e piscine dell’Emilia Romagna.
Coloro che hanno dovuto sospendere o limitare le loro attività a causa delle misure restrittive introdotte per frenare il contagio da Coronavirus potranno contare su 21 milioni messi a disposizione dal governo attraverso l’ultimo decreto-legge, che si sommano ai 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione e inseriti nel bilancio di previsione 2021 (quindi disponibili fra poche settimane).
Criteri e strumenti di assegnazione saranno definiti insieme alle associazioni di categoria.
Coloro che hanno dovuto sospendere o limitare le loro attività a causa delle misure restrittive introdotte per frenare il contagio da Coronavirus potranno contare su 21 milioni messi a disposizione dal governo attraverso l’ultimo decreto-legge, che si sommano ai 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione e inseriti nel bilancio di previsione 2021 (quindi disponibili fra poche settimane).
Criteri e strumenti di assegnazione saranno definiti insieme alle associazioni di categoria.
“Il Governo ci ha ascoltati – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – accogliendo la richiesta che avevo avanzato, anche a nome delle altre Regioni, subito dopo aver approvato a inizio novembre l’ordinanza regionale anti-assembramenti, che interveniva in particolare sugli esercizi commerciali. Ringrazio il presidente Conte e il ministro Gualtieri. Agli esercenti e agli operatori di altri settori come i servizi, la cultura e lo sport stiamo chiedendo un sacrificio enorme, per proteggere la salute delle persone e dell’intera comunità: per questo dobbiamo sostenerli, oltre a ringraziarli per la responsabilità che continuano a dimostrare. Adesso dobbiamo garantire loro aiuti in tempi veloci – chiude Bonaccini – e stiamo lavorando con i nostri uffici per individuare i criteri più equi e gli strumenti più rapidi perché ciò avvenga, su cui ci raccorderemo come sempre con le associazioni di categoria”.
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