Diga in Val Nure, ingegnere boccia l'ipotesi: "Troppi sedimenti"
Redazione Online
|4 anni fa

“Ancora una volta si spinge per una diga in Val Nure, ma si dimentica il grosso problema del deposito di sedimenti nel bacino: dal punto di vista tecnico, meglio investire sui laghetti irrigui di pianura”. Dopo l’appello del presidente della commissione dighe del Consorzio di Bonifica Federico Scarpa affinché si torni presto a pianificare un grosso bacino da 10 milioni di metri cubi d’acqua in Val Nure costruendo una diga ad Olmo, (Farini) l’ingegnere bettolese Tommaso Nicolotti esprime forti dubbi sull’ipotesi. “Già in passato ho espresso perplessità sul problema di interramento delle dighe, cioè sul deposito di sedimenti nel bacino che provocano perdita della capacità di accumulo di acqua – spiega – le dighe vanno costruite nei luoghi più idonei al loro utilizzo: il territorio della Val Nure produce invece molti sedimenti. Basta percorrere a piedi il greto del Nure per rendersi conto del fatto. Inoltre, una diga non si può smontare e ricollocare quando non è più utile. Per compensare le necessità idriche del territorio, conviene costruire piccoli laghetti in pianura, cioè strutture molto più semplici da gestire, più flessibili e con impatto ambientale trascurabile”.
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