"Sfogati": nelle cassette blu sogni, fragilità e paure dei piacentini
Dodici piccole cassette posizionate tra i parchi e le vie della città per condividere lettere in forma anonima

Marcello Tassi
|6 mesi fa

Le cassette blu di "Sfogati"- © Libertà
«Sabato ero alla finestra… l’aria era stupenda. Non sono saltata giù perché sono curiosa. Voglio vedere com’è il giorno dopo. Ma adesso… un po’ mi annoio».
Ha 14 anni la voce che apre uno dei messaggi lasciati nelle cassette blu di "Sfogati", il progetto nato a Piacenza e diffuso in città e provincia. Dodici piccole cassette, posizionate in parchi, viali e luoghi di passaggio: dentro, fogli bianchi e una penna; fuori, un invito semplice — scrivi, se ne senti il bisogno.
Un gesto minimo, ma che sta raccogliendo centinaia di pensieri. Le lettere vengono lette e successivamente condivise in forma anonima su una pagina Instagram. Ma il cuore del progetto è un altro: non la visibilità, bensì l’ascolto. Anche da parte di una sola persona. Dai messaggi emerge una fotografia trasversale. Tra i più giovani, fragilità e resistenza convivono. La curiosità, a volte, è l’unico appiglio.

«Ho 27 anni, due lauree e sono ancora in stage», scrive una ragazza. «Vorrei viaggiare, ma ho paura del futuro e di non riuscire a vedere il mondo».
Tra i trenta e i quarant’anni, il tema diventa quello delle relazioni: «Forse non vado bene per lui». «Vorrei vivere l’amore della mia vita». E più avanti negli anni, cambia ancora il bisogno: «Ho tanto desiderio di trovare una casa giusta per me», racconta una donna di 57 anni.
Circa il 70% dei messaggi parla di fatica, solitudine, paura. Ma non mancano spiragli.
«È da un mese che sono uscita da una clinica psichiatrica», scrive una donna di 38 anni. «A volte la mia testa si blocca, ma la vita è un dono. Essere ascoltati può salvare la vita». È questa l’idea alla base di «Sfogati»: creare una rete silenziosa, fisica, accessibile a tutti, dove fermarsi, scrivere e lasciare andare un pensiero.
Le cassette non danno risposte, non promettono soluzioni. Ma offrono uno spazio reale, anonimo, senza giudizio. E per molti, sapere che qualcuno — anche senza nome — leggerà quelle parole, è già un motivo per restare.

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