Ottomila disoccupati bussano alla porta: da provincia virtuosa, ora c’è una svolta
L’analisi appena pubblica della Cattolica: il campanello d’allarme sui giovani e sulle imprese che non trovano i profili ricercati

Patrizia Soffientini
|4 mesi fa

Eravamo primi o secondi in Italia una decina di anni fa per i nostri bassi valori di disoccupazione. Citati ad esempio virtuoso. Non è più così. Le cose stanno un po’ incrinandosi. Oggi Piacenza conta 8.216 disoccupati ed è salita al 6 per cento. E stavolta ci stacchiamo dai valori sensibilmente più bassi dell’Emilia Romagna (4,2%) e assomigliamo sempre di più a quelli italiani assai meno esaltanti. E abbiamo oltretutto il dato più alto rispetto alle province limitrofe considerate (studio del Lel, il Laboratorio di economia locale dell’Università Cattolica).
Oggi i valori più bassi (2%) dei disoccupati appartengono a Cremona e a Lodi, pur vicinissime. Silenziosamente lo scorso anno la crescita economica ha subito una battuta d’arresto. I disoccupati sono tornati a crescere e si è ripresentata la cassa integrazione con un più cinquanta per cento, oltre a un calo della produttività. «Sono campanelli d’allarme» conclude l’economista Paolo Rizzi (Lel).


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