Adolescenti tra paura, coltelli e social: il fenomeno raccontato da un educatore
Lorenzo De Carli, impegnato da 15 anni in strada tra i ragazzi osserva: «Per sconfiggere il disagio giovanile dobbiamo partire da regole condivise»

Paolo Marino
|7 mesi fa

Il biliardino sul Facsal è diventato un punto di riferimento
Un fenomeno che si sta diffondendo tra gli adolescenti è l’uso del coltello come simbolo di rispetto e paura, insieme all’uso disfunzionale di cellulari e social, spesso senza adulti di riferimento. Lo spiega Lorenzo De Carli, educatore di strada da quindici anni: «Il coltello è emerso negli ultimi due-tre anni, legato a rabbia e disagio. Non riguarda un gruppo specifico, ma vissuti familiari, scolastici e il potere del gruppo».
Il suo lavoro coinvolge circa cento ragazzi tra scuole, piazze e il centro Youthopia. Attorno a un biliardino all'inizio del Facsal o sulle panchine di via Negri si creano legami e si cerca di costruire regole condivise. I cellulari amplificano la pressione sociale: minacce, cyberbullismo e body shaming diventano visibili a tutti, senza consapevolezza dei danni.
De Carli sottolinea anche la responsabilità degli adulti: «Spesso i genitori consegnano il cellulare senza controllo. Serve educazione digitale concreta e regole in casa». Il messaggio è chiaro: affrontare il disagio giovanile richiede presenza, dialogo e strumenti educativi, non solo repressione.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

