Ricette medici di base, solo due su tre diventano prestazioni
Lo rivelano i dati di Agenas, l’agenzia che monitora ospedali, qualità delle cure e spesa sanitaria in Italia
Thomas Trenchi
|10 mesi fa

A Piacenza una ricetta medica su tre non si trasforma mai in una prestazione sanitaria nelle strutture pubbliche. Lo rivelano i dati di Agenas, l’agenzia che monitora ospedali, qualità delle cure e spesa sanitaria in Italia. Il parametro chiave è il “catchment index”, che misura quante prestazioni effettivamente prenotate corrispondono a quelle prescritte dai medici: nel Piacentino si attesta al 66,6%. In pratica, una ricetta su tre resta inutilizzata.
È fisiologico che alcune prescrizioni “si perdano”: il paziente può guarire da solo o rinunciare al controllo. Ma gran parte del fenomeno è legata a tempi d’attesa troppo lunghi, difficoltà di prenotazione e ricorso crescente al privato, spesso a costi elevati: visite cardiologiche a 120-150 euro, risonanze A 180-200 euro, ecografie a 70-100 euro.
L’indicatore di Agenas non misura la qualità clinica, ma la capacità del sistema pubblico di trasformare un bisogno in prestazione. Bologna registra il 60%, Modena 61,3%, l’Asl Romagna 67,9%, Ferrara 69,2%, Imola 57,6%.
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