Il gioco d'azzardo come la droga: «Attività predatoria e legalizzata»
Un pericolo per la salute pubblica: a Castelsangiovanni un incontro con esperti
Mariangela Milani
|1 anno fa

C’è una malattia che colpisce dai bambini agli anziani. È provocata da una pratica che produce effetti simili alla cocaina solo che, a differenza della droga, è del tutto legalizzata. La si trova ovunque e nessuno, o quasi, ha la percezione che sia un pericolo per la salute pubblica, nonostante si stima che un milione e mezzo di persone ne siano affette. Si chiama malattia del gioco d’azzardo, o ludopatia (ma questa definizione non piace agli esperti del settore) e alle tasche delle famiglie italiane costa 20 miliardi di euro all’anno, di cui 7 milioni persi nella sola Castelsangiovanni.
Una tassa non dichiarata, visto che a intascarla sono le casse dello Stato e i gestori presenti su tutto il territorio. Tanto capillarmente che ormai la percezione verso sale slot, bingo, gioco del lotto, gratta e vinci e chi più ne ha ne metta, è del tutto normalizzata. Se ne è parlato durante un incontro al centro culturale sociale di viale Amendola.
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