Veleia, Gioele Dix guida il pubblico lungo l'eterna storia di padri e figli
Redazione Online
|5 anni fa

Telemaco, il giovane principe di Itaca, è l’emblema dei tanti figli ai quali è toccato fare i conti, nel bene e nel male, con un’impegnativa eredità. Lui costruisce la sua personalità in assenza di un padre ingombrante: celebre, eroico, glorioso, lontano dalla patria perché in guerra e poi ‘imprigionato’ da pericoli e tentazioni.
Gioele Dix, tra i più grandi artisti del panorama teatrale italiano, ha preso per mano il pubblico di Veleia, accompagnandolo tra risate e commozione, lungo la storia dei padri e dei figli, che si ripete, proprio come il rito del teatro e della narrazione. Ha costruito uno spettacolo di grande spessore teatrale, in bilico costante fra suggestioni letterarie (Paul Auster, Milan Kundera, Ghiannis Ritsos) e irruzioni nel quotidiano (molti ricordi personali).
Lo spettacolo è dedicato al padre Vittorio che oltre che stimato avvocato nella città di Milano, fu presidente delle Comunità ebraiche in Italia, in anni complessi per la nostra Repubblica. Da bambino, Vittorio aveva subito con la sua famiglia le persecuzioni razziali. Era stato un profugo. Un sopravvissuto. E questo lo aveva segnato per sempre. Un figlio non poteva non accorgersene.
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