La festa triste degli ucraini, «Poche illusioni, tanta speranza»
Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina: 31 anni dopo la comunità piacentina prega perché la guerra finisca
Filippo L.
|1 anno fa

Manifestazione Ucraina
Bogdan è con altri cinque. Guarda dal «tavolo della memoria». Lo chiamano così gli ucraini di Piacenza. Sopra sei fotografie listate a lutto, ciascuna con una bandierina azzurro cielo e giallo grano, vegliano il ricordo di uomini in divisa militare. Una donna li indica uno alla volta: «Figlio, figlio, marito, figlio…». Sono i martiri della guerra scatenata in Ucraina dall’invasione russa. I loro parenti, qui a Piacenza, non possono più sperare di rivederli.
«Bogdan era qui in città con la moglie e i due bambini - dice Lyudmyla Popovich, presidente dell’organizzazione di volontariato Nadiya, che significa “speranza” - ma con l’inizio dei bombardamenti non se l’è sentita di lasciare il suo Paese da solo. È partito per l’Ucraina». Dove è morto.
Soprattutto a loro - «al loro sacrificio» - è stata dedicata la Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina, che in realtà è oggi, 24 agosto, ma che per ragioni organizzative è stata celebrata ieri, unendovi la Giornata della bandiera nazionale. Dopo tre anni e mezzo di guerra e 31 dall’indipendenza (24 agosto 1991), le madri e le sorelle di quei volti sul «tavolo della memoria» ricordano che loro sono sei, ma «purtroppo ce ne sono tanti altri».
La Giornata dell’indipendenza ucraina da tre anni e mezzo, da quando partì il conflitto il 24 febbraio, non è più un giorno di gioia.

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