Ritirarsi dalla società a quindici anni. «In cura 60 ragazzi, ma sono molti di più»
Ventisei i nuovi contatti nel 2025. Da febbraio 2022, data di inizio del progetto "Exit, push the botton", sono stati 95 i nuclei familiari presi in carico

Federico Frighi
|1 anno fa

Ad un certo punto della loro breve vita decidono di esistere senza esistere, si ritirano nelle loro camere, si chiudono nelle loro menti e sui loro smartphone escludendosi dalla società. Il ritiro sociale dei preadolescenti e degli adolescenti rappresenta un problema sempre più emergente, per quanto sia difficile riconoscerlo. Aumentato dalla pandemia del Covid e dal lockdown. Piacenza è una delle poche città italiane che ha attivato un progetto dedicato a quelli che i giapponesi chiamano (già dagli anni Novanta del secolo scorso) gli hikikomori, il termine oggi universale con cui si designano i chiusi in casa.
Attualmente sono sessanta i ragazzi e le ragazze prese in carico a Piacenza che manifestano questo tipo di problematica e che hanno accettato di affrontarla con l’aiuto di «Exit, push the botton», il progetto della cooperativa L’Arco e della Fondazione La Ricerca, voluto e sostenuto dal Comune di Piacenza.
Ventisei i nuovi contatti nel 2025. Da febbraio 2022, data di inizio del progetto, sono stati 95 i nuclei familiari presi in carico, 82 i minori tra gli 11 e i 18 anni che hanno partecipato alle attività e 35 i genitori.
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