Case Acer, una famiglia: "Caldaia ferma da tre anni, scaldiamo l'acqua in pentola"
Redazione Online
|5 anni fa

Sei piani di scale di cemento scuro. L’ascensore c’è, va detto, ma non tutte le sedie a rotelle riescono a entrarvi. Quella di Mohamed El Hajji sta piegata nella sala di casa sua: lui sta seduto su un divano basso, di fianco ha il bastone che si rigira in una mano. Mohamed ha sessant’anni, anche se sembra più giovane; da ottobre 2020 a marzo di quest’anno ha fatto il giro degli ospedali della provincia perché ha avuto un ictus. Ora si muove a fatica, prima invece ha lavorato come agricoltore e carrellista. Insieme alla moglie Chadli e alla figlia di tredici anni vive al sesto piano di uno degli alloggi Acer in via Marinai d’Italia. Ci abita da tre anni.
E da tre anni è senza caldaia: “Vede, io quando ho bisogno dell’acqua calda, la metto a bollire qui – spiega Chadli mostrano una pentola profonda dal fondo annerito – poi ci riempio anche le bottiglie che metto nel letto mio e di mia figlia per scaldarlo”. Come i “preti” di una volta, quelle grandi strutture che servivano a scaldare i giacigli fino agli anni Cinquanta, solo che oggi siamo nel 2021.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione




