Bobbio accoglie Leonardo Di Costanzo: "I miei adolescenti sono vittime del mondo"
Redazione Online
|13 anni fa


Il regista Leonardo Di Costanzo ci ha preso gusto: dopo una lunga carriera come documentarista il suo primo film nel cosiddetto cinema di finzione, “L’intervallo”, presentato questa sera alla rassegna di Bobbio, ha segnato l’inizio di una nuova passione per il grande schermo.
“Ho dedicato due documentari agli adolescenti e alle loro storie ma in certi casi la semplice intervista non mi sembrava sufficiente a raccontare il frutto delle loro esperienze – ha raccontato l’autore ai microfoni di Telelibertà – ho pensato che la soluzione migliore fosse ‘inventarsi’ una storia, anche se preceduta da un lungo lavoro a contatto con i giovani, per toccare il punto nevralgico della loro esperienza”.
I due quindicenni protagonisti della pellicola sono vittime della realtà mafiosa e, indirettamente, della società contemporanea: “Il mondo è cambiato, manca una struttura che trasmetta dei valori – ha proseguito il regista – è difficile alimentare una speranza per il futuro; ho scelto di parlare dei giovani perché sono come adulti in miniatura, non ancora completamente formati, ricchi di spiragli verso possibilità alternative”.
Di Costanzo a settembre tornerà sul set cinematografico per girare un cortometraggio sulla prima guerra mondiale: “È una parte di storia di cui si sente parlare poco, sarà un soggetto inventato ma con alla base una ricca ricerca” – ha spiegato l’autore, per poi concludere – “In effetti ci ho preso gusto”.
“Ho dedicato due documentari agli adolescenti e alle loro storie ma in certi casi la semplice intervista non mi sembrava sufficiente a raccontare il frutto delle loro esperienze – ha raccontato l’autore ai microfoni di Telelibertà – ho pensato che la soluzione migliore fosse ‘inventarsi’ una storia, anche se preceduta da un lungo lavoro a contatto con i giovani, per toccare il punto nevralgico della loro esperienza”.
I due quindicenni protagonisti della pellicola sono vittime della realtà mafiosa e, indirettamente, della società contemporanea: “Il mondo è cambiato, manca una struttura che trasmetta dei valori – ha proseguito il regista – è difficile alimentare una speranza per il futuro; ho scelto di parlare dei giovani perché sono come adulti in miniatura, non ancora completamente formati, ricchi di spiragli verso possibilità alternative”.
Di Costanzo a settembre tornerà sul set cinematografico per girare un cortometraggio sulla prima guerra mondiale: “È una parte di storia di cui si sente parlare poco, sarà un soggetto inventato ma con alla base una ricca ricerca” – ha spiegato l’autore, per poi concludere – “In effetti ci ho preso gusto”.
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