Monticelli, nella Rocca l’impronta di Bembo. Dai dipinti ai tarocchi
Nel prezioso scrigno custodito nella fortezza Pallavicino-Casali una cappellina affrescata dall’autore del mazzo Colleoni
Anna Anselmi
|3 mesi fa

La Rocca Pallavicino-Casali a Monticelli d’Ongina
La mostra “Tarocchi”, a cura di Paolo Plebani, che si è chiusa con successo all’Accademia Carrara di Bergamo, con al centro l’eccezionale evento della temporanea ricomposizione del più completo tra gli antichi mazzi di carte rinascimentali esistenti, nel rievocare i fasti delle corti tra Quattro e Cinquecento ha condotto inevitabilmente, nel nome di un comune humus culturale, anche nella Bassa Piacentina, nel piccolo prezioso scrigno custodito all’interno della Rocca Pallavicino-Casali.
Un ambiente quasi in miniatura, una cappellina per le devozioni personali tornata alla luce casualmente, in seguito ai lavori di manutenzione ordinaria tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta del Novecento che permisero agli affreschi di riaffiorare, scatenando interrogativi sulla loro paternità, definitivamente ascritta ai fratelli Bembo, originari di Cremona.


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