Morfasso, dagli scavi 4 fosse per la calce: «Qui attività intensa»
Conclusa la campagna, gli archeologi torneranno nel 2027. Calestani: «Apriremo il sito alle scuole di tutta la provincia»
Federica Duani
|2 mesi fa

Le strutture murarie rinvenute a ovest del sito di San Salvatore di Tolla - © Libertà/Federica Duani
Lungo una delle antiche vie di comunicazione tra la pianura e la Lunigiana, a San Salvatore di Tolla in Morfasso, le campagne di scavo archeologico gettano ancore cronologiche dal 2017. Ogni estate da allora, eccetto nel 2020 e nel 2021, archeologi e studenti trascorrono circa tre settimane alla ricerca del complesso monastico risalente al VII secolo: la campagna 2026 si è chiusa con il ritrovamento di due calchére (buche usate in passato per la lavorazione della calce) nella parte nord del sito e strutture murarie ad ovest, importanti perché probabili muri di delimitazione dell’area monastica.
Non è facile ricostruire la storia del sito, nonostante tutti i documenti conservati in archivi locali, nella Biblioteca apostolica vaticana e nell’Archivio di Stato di Roma.
Negli anni sono emerse strutture murarie afferenti a diversi edifici sacri, rispettivamente databili al XI-XII secolo, al XVI secolo e una chiesa del 1755, abbandonata nel secolo seguente a causa delle frane, che anche oggi, da mesi, mettono in ginocchio mezza Alta Valdarda.


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