Trombosi venosa, tre fasi a rischio: pillola, gravidanza e menopausa
Parla Imberti, direttore di Medicina interna: non solo una patologia alle persone anziane
Redazione
|5 mesi fa

Ausl Pc | Rischio di trombosi venosa nella donna
La trombosi venosa non è una condizione esclusiva delle persone anziane o fragili e non è necessariamente legata a una malattia preesistente. Nella vita di una donna ci sono alcuni momenti in cui può manifestarsi anche se in giovane età e in buona salute, come conseguenza di cambiamenti ormonali e adattamenti fisiologici che fanno parte del normale ciclo biologico.
«È importante uscire dalla dimensione della patologia e parlare di ciò che può accadere – spiega Davide Imberti, direttore di Medicina interna e professore associato dell’Università di Parma – perché stiamo parlando di fasi fisiologiche della vita di una donna, non di malattie. I momenti della vita femminile in cui il rischio tromboembolico assume particolare rilevanza sono tre: l’età fertile con l’uso di contraccettivi ormonali, la gravidanza e il puerperio, il periodo successivo al parto, e la fase della menopausa con eventuale terapia ormonale sostitutiva.
L’utilizzo di contraccettivi a base di estrogeni e progestinici è uno dei temi più studiati in relazione al rischio trombotico.
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