Tarasconi: «Referendum politicizzato», si ricandida? «È un noi, non un io»
«Come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere». Le parole della prima cittadina all'indomani del voto referendario

Danilo Di Trani
|6 mesi fa

La sindaca di Piacenza Katia Tarasconi- © Libertà
Tarasconi: «Referendum troppo politicizzato, ma c'è una spaccatura». Su una ricandidatura: «Come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere»
All'indomani del Referendum sulla riforma della Giustizia, con la bocciatura a livello nazionale, ma il sì che super a il no in tutto territorio piacentino, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi parla di una campagna referendaria «troppo politicizzata», per lei servirebbe «meno tifo e più politica ragionata». Sull'eventualità di una sua ricandidatura per le prossime amministrative invece afferma: «Come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere».
Il voto referendario di ieri e di domenica ha scosso gli animi a livello nazionale, ma anche a livello locale. Come spesso accade, la campagna referendaria si è spostata su un piano politico. La sindaca Katia Tarasconi, intervenuta ai microfoni di Telelibertà, afferma: «Avevo espresso la mia contrarietà alla politicizzazione del Referendum. Il dibattito, soprattutto per quanto riguarda i toni usati, non mi è piaciuto. A Piacenza il sì ha vinto solo per il 2%, quindi c'è una forte spaccatura. Tutto si è trasformato in una battaglia politica e ideologica».
Sull'eventualità che le politiche nazionali e locali si possano ripercuotere anche sul locale, dato l'esito del Referendum, la sindaca non scioglie ancora i dubbi su una sua ricandidatura alle prossime amministrative: «Credo che i concittadini ci valuteranno per quello che abbiamo fatto e non fatto. È un 'noi', non è un 'io' a decidere. Noi non siamo una città particolarmente portata al cambiamento, però il mondo si evolve e le decisioni sono necessarie. Come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? Vorrebbe dire non aver chiara la direzione».
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