La cena fuori è diventata lusso? «Tasse e costi pesano sui conti»
Rincari in tavola, pizza per una famiglia fino a 90 euro. Ma Lertora (Fiepet): «Utenze, plateatico, personale»
Thomas Trenchi
|5 mesi fa

È uno dei rituali più diffusi del fine settimana: la pizza del sabato sera. Ma il prezzo rischia ormai di non essere più altrettanto popolare. Per una famiglia con mamma, papà e due figli, lo scontrino può arrivare senza difficoltà tra i 70 e gli 80 euro. Quattro coperti da 2,50 euro l’uno, quattro pizze — due margherite da 8 euro, una capricciosa da 11 e una diavola da 10 — poi una birra media da 6 euro, due bibite da 4 euro l’una, acqua da 3 euro e due dolci condivisi da 5 euro ciascuno. Totale: 74 euro. E basta aggiungere un antipasto, un caffè o una pizza gourmet per superare rapidamente quota 90.
Quella che fino a pochi anni fa rappresentava la classica cena economica del weekend oggi rischia di trasformarsi in una spesa sempre meno sostenibile. Mangiare fuori, tra ristoranti e pizzerie, è diventato per molti un piccolo lusso? Il tema alimenta quotidianamente il dibattito tra i consumatori, soprattutto giovani e famiglie. Ma l’altra faccia della medaglia è rappresentata dai titolari dei locali, che sono a loro volta alle prese con aumenti continui dovuti all’inflazione, al caro energia e al rincaro delle materie prime.
«Nella ristorazione è cambiato completamente il mondo», spiega Cristian Lertora, presidente provinciale e regionale di Fiepet Confesercenti, sigla che rappresenta i pubblici esercizi. «Una volta si parlava soprattutto di affitti e costi fissi certi, mentre oggi non esistono più spese realmente prevedibili. Non abbiamo certezze sulle utenze di luce e gas, sulle materie prime o sui prodotti utilizzati ogni giorno nelle attività. I rincari finiscono per incidere sui prezzi finali, mentre gli stipendi dei clienti purtroppo restano fermi da anni».
Secondo Lertora il problema riguarda soprattutto l’equilibrio economico delle famiglie: «La situazione è fortemente sbilanciata. Crescono i costi, ma non aumentano né i ricavi né il potere d’acquisto. Comprendiamo quando un cliente sostiene che andare al ristorante sia diventato caro, ma è importante spiegare con chiarezza quali sono le spese che un’attività deve sostenere per restare aperta».
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