Maratona, esordio in pista per i rifugiati politici del progetto Sprar
Redazione Online
|13 anni fa


A far scattare la scintilla è stato un volantino della Placentia Marathon finito nelle mani di uno dei giovani stranieri ospitati del progetto Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) del comune di Piacenza.
L’immagine ha colpito il ragazzo che ha espresso il desiderio di partecipare alla competizione; la proposta è stata accolta con entusiasmo dai responsabili del progetto che hanno allargato l’invito a tutto il gruppo dei rifugiati politici.
“Tutti e 15 i ragazzi accolti nel progetto Sprar di Piacenza domenica saranno in pista, per partecipare all’evento – ci ha raccontato Davide Tacchini, responsabile locale del progetto – abbiamo deciso di iscriverci alla camminata di 5 chilometri per non mettere in difficoltà chi è meno “sportivo” e dare l’opportunità a tutti di vivere questa esperienza.”
I giovani rifugiati politici provengono da tutto il mondo, in particolare dalle zone “calde” del pianeta; situazioni e storie drammatiche che spesso hanno lasciato un segno profondo: “Per loro è un modo per mostrarsi alla città in un contesto positivo; – ha spiegato Milena Bolzoni del progetto Sprar – si parla d’immigrazione soprattutto durante le emergenze, è bello poter mettere anche in luce un aspetto di partecipazione dei rifugiati politici alla vita della città”.
L’immagine ha colpito il ragazzo che ha espresso il desiderio di partecipare alla competizione; la proposta è stata accolta con entusiasmo dai responsabili del progetto che hanno allargato l’invito a tutto il gruppo dei rifugiati politici.
“Tutti e 15 i ragazzi accolti nel progetto Sprar di Piacenza domenica saranno in pista, per partecipare all’evento – ci ha raccontato Davide Tacchini, responsabile locale del progetto – abbiamo deciso di iscriverci alla camminata di 5 chilometri per non mettere in difficoltà chi è meno “sportivo” e dare l’opportunità a tutti di vivere questa esperienza.”
I giovani rifugiati politici provengono da tutto il mondo, in particolare dalle zone “calde” del pianeta; situazioni e storie drammatiche che spesso hanno lasciato un segno profondo: “Per loro è un modo per mostrarsi alla città in un contesto positivo; – ha spiegato Milena Bolzoni del progetto Sprar – si parla d’immigrazione soprattutto durante le emergenze, è bello poter mettere anche in luce un aspetto di partecipazione dei rifugiati politici alla vita della città”.

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