Addio vecchie Province. Via libera della Camera al Ddl Delrio
Redazione Online
|12 anni fa


Con 260 voti a favore, 158 contrari 7 astenuti e numerose polemiche con Forza Italia che ha gridato al “golpe”, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge Deliro su città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni. A favore del ddl Delrio hanno votato Pd, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l’italia. Contro hanno votato Fi, M5S, Lega, Sel e Fratelli d’Italia. Il documento era stato licenziato la settimana scorsa dal Senato. Le Province dunque si trasformano in enti territoriali di area vasta, di secondo grado quindi i membri non saranno più eletti dai cittadini. In attesa dell’entrata in vigore della riforma, presidente (che diventerà “commissario”) e assessori resteranno in carica a titolo gratuito per l’ordinaria amministrazione.
In base alla riforma, nelle nuove province il presidente sarà eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali della provincia, dura in carica 4 anni, e deve essere un sindaco. Sotto di lui ci sono il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci, tutti ricoprono l’incarico a titolo gratuito.
Il presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi per ora ha preferito non commentare la notizia.
L’abolizione definitiva delle Province è contenuta nella riforma costituzionale approvata lunedì scorso dal Consiglio dei ministri che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V della Costituzione.
Il disegno di legge prevede anche la possibilità per i sindaci dei comuni al di sotto dei 3mila abitanti di candidarsi per il terzo mandato e prevede anche l’aumento dei consiglieri da 6 a 10 per i comuni al di sotto dei 3mila abitanti e da 10 a 12 per i comuni fra i 3mila e i 10mila abitanti.
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