La Val Boreca regala un porcino da oltre 2 chili
Sono stati due residenti della zona, Fabio e Monica, a trovare il fungo dalle enormi dimensioni
Redazione Online
|1 anno fa

Fabio Degli Antoni con il maxi-porcino trovato in Val Boreca (Foto e testo di Nicolas Casati)
Un ritrovamento davvero speciale quello avvenuto nei boschi della Val Boreca, dove Fabio e Monica (due ragazzi residenti rispettivamente a Pey e Artana) si sono imbattuti in un porcino di dimensioni eccezionali. Il fungo, dalla cappella imponente e dal gambo robusto, ha destato meraviglia già al primo sguardo. Il ritrovamento, durante una classica passeggiata di ricerca, è stato quasi casuale: l’occhio è caduto su questo dono raro della natura, che conferma la ricchezza del sottobosco della zona, particolarmente generoso in questo periodo, e dimostra come questa annata sia stata ricca di ritrovamenti non solo in Boreca, ma anche nel resto della provincia.
Fabio racconta come la raccolta di funghi rappresenti una grande passione ed anche un motivo di svago, grazie alle lunghe passeggiate nei boschi, spesso fatte in compagnia.
Il porcino, dal peso di 2 chili e 200 grammi, si afferma come uno degli esemplari più grandi mai rinvenuti in quella zona boschiva.
Fabio, insieme alla sua famiglia, gestisce la locanda Belvedere di Pey, punto di riferimento della zona.
Il ritrovamento di questo straordinario porcino non è solo un motivo di orgoglio personale, ma anche un segnale della vitalità della natura della Val Boreca, che continua a offrire frutti preziosi a chi la vive con rispetto e passione.
Fabio racconta come la raccolta di funghi rappresenti una grande passione ed anche un motivo di svago, grazie alle lunghe passeggiate nei boschi, spesso fatte in compagnia.
Il porcino, dal peso di 2 chili e 200 grammi, si afferma come uno degli esemplari più grandi mai rinvenuti in quella zona boschiva.
Fabio, insieme alla sua famiglia, gestisce la locanda Belvedere di Pey, punto di riferimento della zona.
Il ritrovamento di questo straordinario porcino non è solo un motivo di orgoglio personale, ma anche un segnale della vitalità della natura della Val Boreca, che continua a offrire frutti preziosi a chi la vive con rispetto e passione.

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