Tartufo, eccellenza piacentina tra passione e professionalità
Confagricoltura Piacenza: nella nostra provincia esiste una realtà produttiva interessante che dal 2017 porta avanti questa attività
Claudia Molinari
|1 anno fa

Pietro Guglielmetti durante la ricerca con i cani
Il tartufo a Piacenza? Proprio così. A sottolineare questa piacevole “scoperta” Confagricoltura Piacenza che chiarisce: «Tra i prodotti agricoli della provincia di Piacenza, c’è anche questo a cui solitamente non si pensa, ma che caratterizza le nostre vallate, soprattutto la Val Trebbia e che spicca per la sua unicità. Nelle nostre colline infatti, oltre alla più diffusa ricerca dei funghi, si tramanda da generazioni anche l’attività, affascinante e tutt’altro che semplice, della cerca del tartufo, un frutto raro della terra che richiede passione, conoscenza e dedizione». Ed è proprio tra le aziende associate all’Organizzazione piacentina, che spicca l’azienda Agricola Oro Bianco, a Suzzano di Rivergaro.
L’azienda a conduzione familiare è specializzata nella raccolta e nella valorizzazione del tartufo.
Sabina Beretta, insieme al marito Pietro Guglielmetti è protagonista di questa avventura: un’attività nata dalla passione per la ricerca e la raccolta di questi funghi ipogei e diventata nel tempo una vera e propria impresa.
« L’azienda vera e propria - spiega l’imprenditrice - è nata nel 2017. Mio marito Pietro era già cercatore da anni: aveva preso il tesserino ed era stato abilitato ben prima dell’apertura dell’attività. Ha condiviso con suo padre, mio suocero, una passione tramandata che nel tempo è diventata un lavoro. Pietro ha sempre avuto un legame forte con la terra, lavorando anche nell’azienda agricola di famiglia a Travo. Ma è stato il tartufo a conquistarlo davvero. Una trentina di anni fa ha deciso di acquistare e addestrare la prima cagnolina lavorando con lei alla ricerca dei tuberi. Erano un binomio fantastico, da lì l’attività è a poco a poco cresciuta».
Certamente questa attività richiede dedizione costante, sacrificio e tanta passione.
«Uscire nei boschi in pieno inverno o nelle prime ore del mattino d’autunno - continua Sabina - non è per tutti. Ci vogliono preparazione e attenzione, soprattutto nella cura e addestramento dei cani. Noi abbiamo quattro Lagotti Romagnoli formati, più un cucciolo in addestramento. Sono loro i nostri veri alleati: imparano a distinguere il profumo dei tartufi maturi e indicano con precisione il punto di raccolta. Inoltre, sono in grado di trovare un tartufo anche sotto 40 centimetri di terreno e addirittura, quando trovano quello che è più delicato, lo segnalano senza toccarlo, mentre quello nero lo prelevano e lo consegnano. Sono loro i veri protagonisti nella cerca del tartufo!».

Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

