Economia piacentina, l'analisi completa. Bene il lavoro, male il turismo
Redazione Online
|9 anni fa

“I segnali di miglioramento dell’economia piacentina che si sono manifestati nel 2016, sono decisamente prevalenti rispetto alle situazioni di criticità che contraddistinguono ancora alcuni ambiti”.
E’ l’analisi che emerge dal Rapporto congiunturale 2016 pubblicato da Piacenza Economia, la rivista che nasce dalla collaborazione tra Camera di commercio, Università Cattolica, e Provincia di Piacenza.
Dati in parte già anticipati e resi noti nel corso dei primi sei mesi del 2017 che, nonostante una situazione in chiaroscuro, evidenziano un timido segnale di ripresa dalla crisi, relativamente a popolazione, imprese, turismo e mercato del lavoro.
Questa la sintesi delle principali tendenze nel 2016 del sistema socio-economico locale rispetto all’anno precedente:
– leggero calo demografico generale dello 0,2%, che si accentua tra gli stranieri (-1,4%);
– andamento positivo dell‘industria manifatturiera, con aumento degli ordini dell’1,2% (ordini esteri +3,4%), della produzione (+1%) e del fatturato (+1,4%);
– buone performance sui mercati internazionali, grazie agli aumenti delle esportazioni (+6,9%) e delle importazioni di merci (+8%), superiori a quelli medi regionali e nazionali;
– aumento del tasso di occupazione e di attività, diminuzione del tasso di disoccupazione;
– diminuzione della cassa integrazione e degli iscritti nelle liste di mobilità;
– flussi turistici in diminuzione, soprattutto per quanto riguarda gli stranieri, con un aumento degli arrivi del 6%, ma un calo delle presenze dell’8% e della permanenza media del 13,1%
– lieve aumento dei prezzi al consumo, quantificato nello 0,4%.
– leggero calo demografico generale dello 0,2%, che si accentua tra gli stranieri (-1,4%);
– andamento positivo dell‘industria manifatturiera, con aumento degli ordini dell’1,2% (ordini esteri +3,4%), della produzione (+1%) e del fatturato (+1,4%);
– buone performance sui mercati internazionali, grazie agli aumenti delle esportazioni (+6,9%) e delle importazioni di merci (+8%), superiori a quelli medi regionali e nazionali;
– aumento del tasso di occupazione e di attività, diminuzione del tasso di disoccupazione;
– diminuzione della cassa integrazione e degli iscritti nelle liste di mobilità;
– flussi turistici in diminuzione, soprattutto per quanto riguarda gli stranieri, con un aumento degli arrivi del 6%, ma un calo delle presenze dell’8% e della permanenza media del 13,1%
– lieve aumento dei prezzi al consumo, quantificato nello 0,4%.
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