La peste suina arriva fino a Travo e Bettola. Nuove zone rosse e forte preoccupazione
Redazione Online
|2 anni fa

A Piacenza Expo, gli esperti di Ausl e Regione, con il contributo del Consorzio di tutela salumi Dop piacentini, hanno aggiornato le associazioni di categoria e gli operatori del settore sull’evoluzione della peste suina africana e sul quadro normativo applicabile agli allevamenti, ai macelli, agli impianti di trasformazione nelle zone di restrizione.
Dopo i primi casi riscontrati a novembre a Pizzonero di Ottone e a dicembre a Gavi di Coli, sono state riscontrate positività a Bobbio, Travo, Bettola, Cerignale e ancora a Coli e Ottone. Dodici i ritrovamenti.
I casi restano tra i selvatici, non tra i suini domestici.
Secondo quanto si è appreso, l’Esercito ha dato disponibilità per la ricerca attiva delle carcasse, ma serve un decreto ministeriale e vanno definiti i ruoli.
Sono quattro intanto le maxi reti installate nei boschi, le big broig trap system: le prime sono state messe a Ottone. Nei comuni dove sono state trovate carcasse positive è scattato l’ingresso in zona rossa.
Molti hanno lamentato l’assenza negli ultimi due anni di una strategia specifica, elogiando invece la rete attivata all’Expo con Ausl e tecnici regionali. Si ricorda che la peste suina non è dannosa per l’uomo, ma non esiste cura o vaccino per i cinghiali. C’è preoccupazione.
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