La staffetta partigiana “ritrovata” a 99 anni: vive a San Pietro in Cerro
Luisa Grumi appena diciottenne, nel 1944, rischiava la vita per portare cibo ai ribelli nei boschi tra Arda e Stirone
Valentina Paderni
|1 anno fa

Luisa Grumi festeggiata nel giorno del suo 99esimo compleanno da familiari, conoscenti e simpatizzanti di Anpi Cortemaggiore - © Libertà/Valentina Paderni
Chi cerca, trova. E l’Anpi di Cortemaggiore, guidata da Danilo Rocchetta, ha incontrato la 99enne Luisa Grumi, ex staffetta partigiana, residente a San Pietro in Cerro. La scoperta è nata quasi per caso, grazie a un vicino di casa che ha segnalato la sua storia in occasione del suo compleanno.
Originaria di Vernasca, Luisa perse i genitori da giovane e a soli 18 anni, nel 1944, scelse di aiutare i partigiani, attraversando i boschi a piedi per portare viveri da Gandolfi, a metà strada tra Vernasca e Vigoleno, nell'entroterra collinare tra l'Arda e lo Stirone. Attendeva il ritorno del fidanzato Arturo Gambetti, deportato in un campo di lavoro tedesco e rientrato nel 1946.
I ricordi di Luisa, oggi preservati da figlia e nipote, raccontano di coraggio silenzioso e quotidiano. Energica anche dopo la guerra, nel 1999 fu tra le prime a opporsi al progetto di una discarica di rifiuti speciali in località La Secca. Un’esistenza esemplare, tra impegno civile e memoria storica.
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