«Tre mesi a chi?» Il mito delle ferie spiegato dai prof dei licei piacentini
Tra commissioni d’esame, corsi di recupero, aggiornamenti e Ptof: perché la vacanza infinita della scuola è soltanto un luogo comune

Paola Brianti
|1 mese fa

Il liceo Gioia
Se c’è una favola metropolitana dura a morire, è quella che vede i professori sparire dai radar dal 10 giugno per riemergere a settembre inoltrato. “Beato te che hai tre mesi di vacanza”: l’insegnante incassa il luogo comune e fa mentalmente il calcolo delle griglie di valutazione che lo attendono a casa. La realtà raccontata da chi sta dietro la cattedra ha un altro ritmo: una corsa a ostacoli tra commissioni d’esame a 38 gradi, l’ansia da prestazione per gli algoritmi del ministero e la caccia alla rete in Valtrebbia per non perdersi una mail decisiva. Perché la scuola non chiude mai del tutto: le segreterie sono attive fino a Ferragosto con i dirigenti e i collaboratori, a turno sempre presenti.
Tra afa e maturandi
E allora iniziamo da giugno, quando la campanella dell’ultimo giorno suona: per gli studenti inizia la libertà, per i prof scatta la maratona.
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