Bobbio, il turismo è più digitale. Antichi tesori diventano ologrammi
Redazione Online
|4 anni fa

I nuovi cartelli interattivi di Bobbio, in particolare i tre agli ingressi del paese, consentono di viaggiare nella storia, un piede nel passato e uno nel futuro; si collegano anche al telefonino, ti guidano, pur mantenendo un alto valore emozionale, con foto vecchie e finestre temporali.
Per chi però ha bisogno di informazioni veloci, di capire dove andare o dove sia meglio soggiornare, ecco in San Francesco ora c’è l’ufficio turistico completamente rinnovato. Ma a sorpresa c’è di più, come spiegato dal vicesindaco Simona Innocente al momento inaugurale a Bobbio – al quale hanno partecipato i rappresentanti della Provincia e di Destinazione Emilia, oltre a sindaci e cittadini – sul proprio telefono cellulare si può infatti scaricare la applicazione “Bobbio mon amour” per trovare una guida formato tascabile, in più lingue, utile a chiunque voglia visitare il “Borgo più bello d’Italia 2019-2020” e approfondire un percorso ritagliato su misura tra arte, storia, cultura, cibo, benessere, sport, puntando anche all’utilizzo dei totem strategici.
“La realtà è aumentata, la ricostruzione tridimensionale – spiega il vicesindaco Innocente – il progetto conduce e accompagna il visitatore all’interno dei musei, chiese, abbazie e castello e lo prende per mano nelle ricostruzioni virtuali di come erano alcuni ambienti e oggetti ormai ridotti a pochi frammenti. Questo grazie all’utilizzo di oltre 20 beacon (dispositivi tecnologici ideali per comunicare con gli utenti attraverso il cellulare, ndr) corazzati disposti lungo le vie del borgo e all’interno degli immobili interessati”.
Il servizio nell’articolo di Elisa Malacalza sul quotidiano in edicola.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

