L'inverno demografico della montagna piacentina: "Più servizi e investimenti"
Redazione Online
|1 anno fa

La montagna per non scomparire chiede servizi, collegamenti viari, infrastrutture tecnologiche, una burocrazia tagliata su misura e fondi da investire subito. Sono alcune delle sollecitazioni emerse dal convegno che il sindacato Cisl di Parma e Piacenza, e la federazione pensionati Cisl, ha organizzato a Nibbiano. Il convegno ha preso le mossa da uno studio sul cosiddetto inverno demografico, curato dai demografi e statisti Franco Chiarini e Gianluigi Bovini. Dei 118 comuni emiliano romagnoli al centro dello studio (a gennaio verrà pubblicato un libro), 24 sono localizzati tra la fascia collinare e montana del Piacentino.
Una fotografia sconfortante
La fotografia, dati alla mano, è sconfortante se è vero che nei comuni montani tra il 1951 e il 2011 si sono persi circa 40 mila abitanti con picchi a Zerba (-90%), Cerignale (-86,8%), Ottone (-84,9%), Ferriere (-82,7%), Alta Val Tidone (-67%), Piozzano (-76%).
Un inverno demografico che provoca “uno squilibrio tra generazioni con implicazioni sociali” come sottolineato dai relatori del convegno, a cui è seguita una tavola rotonda con sindaci, rappresentanti del mondo della scuola e delle associazioni di categoria.
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