Minacce in casa e soldi contesi, Madre e figlia in tribunale
Al centro del procedimento alcuni fatti avvenuti anni fa in Val Trebbia
Ermanno Mariani
|6 mesi fa

Tribunale
Madre e figlia una contro l’altra, tra accuse di minacce, liti domestiche, tubi dell’acqua piegati, sedie prese a calci, e sospetti su denaro finito sul conto sbagliato. È il quadro emerso ieri in tribunale, dove una cinquantenne piacentina è comparsa sul banco degli imputati, difesa dall’avvocata Gloria Zanardi, davanti alla giudice Luigia Ranza e al pm Antonio Rubino.
Al centro del procedimento, fatti avvenuti alcuni anni fa in un comune della Val Trebbia, in un contesto familiare segnato da tensioni continue. A denunciare inizialmente erano stati i genitori, che però nella primavera del 2024 hanno poi ritirato sia la querela per maltrattamenti sia la costituzione di parte civile.
In aula ha testimoniato la madre, ottantenne, ricostruendo episodi di forte conflittualità: «Una volta in giardino mia figlia mi è venuta incontro tenendo il coltello dietro la schiena. Le ho chiesto cosa volesse fare e lei ha risposto: “Niente”». E ancora: «Aveva parcheggiato l’auto in modo da impedirci di uscire dal cortile, abbiamo dovuto chiamare i carabinieri, perché non c’è stata possibilità di convincerla a spostarla».
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