Finti poliziotti, anziani nel mirino: due truffe, tre denunce
Due episodi distinti tra Gossolengo e Pontenure: vittime raggirate con telefonate allarmistiche, gioielli e denaro consegnati a falsi incaricati
Redazione Online
|5 mesi fa

Due truffe, due vittime raggirate con il falso allarme di gravi vicende familiari o giudiziarie, tre persone denunciate in stato di libertà. È il bilancio delle indagini condotte dai carabinieri di Bobbio e Pontenure, che hanno ricostruito due distinti episodi denunciati dalle vittime e individuato i presunti responsabili.
Il primo caso risale al 30 gennaio scorso, quando, intorno alle 18, una 89enne, vedova e pensionata, residente a Rolleri di Gossolengo, riceveva la telefonata di un sedicente poliziotto. L’uomo le riferiva di un grave evento che avrebbe coinvolto il figlio e chiedeva una somma di denaro. Non disponendo dell’importo richiesto, l’anziana riferiva di avere dell’oro. Poco dopo, presso la sua abitazione, si erano presentati due individui che erano riusciti a farsi consegnare 1.500 euro in contanti e diversi monili in oro. La denuncia era stata raccolta alla Stazione Carabinieri di Rivergaro e, al termine degli accertamenti conclusi alcuni giorni fa, è stato denunciato un 52enne residente in provincia di Napoli.
Il secondo episodio è stato ricostruito dai carabinieri della Stazione di Pontenure e risale a dicembre 2025. La vittima, una 38enne residente a Pontenure, era stata contattata da persone che si qualificavano come appartenenti alle Forze di Polizia. Con il pretesto di una rapina nella quale sarebbe stata utilizzata un’autovettura di proprietà della donna, i truffatori erano riusciti a farle consegnare gioielli e monili in oro a un complice presentatosi presso la sua abitazione. Gli accertamenti, conclusi il 18 maggio scorso, hanno portato alla denuncia in stato di libertà di due persone: un 25enne residente in provincia di Salerno e un 59enne residente in provincia di Novara.
Nel corso delle indagini è emerso anche il presunto utilizzo di documenti contraffatti per l’apertura di un contratto telefonico cellulare. Secondo quanto ricostruito, il copione utilizzato era sempre lo stesso: una telefonata improvvisa, la falsa qualifica di appartenente alle Forze dell’Ordine, il riferimento a un familiare coinvolto in una grave situazione o a un fatto di polizia inesistente, quindi la richiesta urgente di denaro o preziosi.
L’invito è quello di prestare la massima attenzione: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede telefonicamente denaro, oro o gioielli. In caso di dubbi, occorre interrompere subito la comunicazione e chiamare il numero unico d’emergenza 1-1-2.
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