Da Ottone alla Germania, sulle tracce del nonno deportato
Il pellegrinaggio della memoria dei familiari di Abramo Canevari nei luoghi dei suoi ultimi anni vita: dal sacrario del lager di Sandbostel all'ospedale di Wintermoor
Elisabetta Paraboschi
|1 anno fa

Il sacrario del lager di Sandbostel
Nella scheda ingiallita di Abramo Canevari, pubblicata sul sito www.internatimilitaripiacentini.it realizzato dall’Isrec-Istituto di storia contemporanea di Piacenza (sarà presentato il prossimo 27 settembre), c’è un pezzo della sua storia di famiglia: sappiamo quando è nato e dove e di chi è figlio, qual era la sua condizione familiare, il suo lavoro e il suo grado di istruzione, ma anche quando è stato fatto prigioniero dai tedeschi e dove. I figli e le nipoti di Abramo sono partiti da questa scheda e il loro viaggio li ha condotti in Germania, sulle orme dell’internamento del loro familiare, al sacrario del lager di Sandbostel e poi all’ospedale di Wintermoor, dove Abramo era passato.
«Noi siamo originari di Ottone – spiegano le figlie Maria Clara e Giuseppina partite con il fratello Giovanni – nostro padre era nato nel 1917. Era partito per la ferma militare nel 1938, avrebbe dovuto finire il servizio due anni dopo, ma è scoppiata la guerra così è stato mandato sul fronte francese. Lì lo aveva raggiunto il fratello Eliseo che farà poi una brutta fine perché viene mandato in Russia e non è mai tornato».

Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

