Centri antiviolenza, |i Comuni: "Necessari, ma quanto ci costano?"
Redazione Online
|1 anno fa

Nella Val Tidone, i centri di accoglienza per le donne vittime di violenza sono strutture necessarie per dare respiro a donne perseguitate da mariti e compagni violenti. Ma quanto pesano i servizi offerti da queste strutture sulle casse dei comuni?
La domanda l’ha posta, durante una riunione del comitato di distretto di cui fanno parte sindaci e amministratori dei 21 comuni da Zerba a Castel San Giovanni, la sindaca di Gragnano, Patrizia Calza.
La domanda l’ha posta, durante una riunione del comitato di distretto di cui fanno parte sindaci e amministratori dei 21 comuni da Zerba a Castel San Giovanni, la sindaca di Gragnano, Patrizia Calza.
“Il mio comune – ha sottolineato – che in due anni ha avuto 12 codici rossi, quindi dodici donne per cui è stata attivata la procedura di emergenza dopo aver subito violenza ha visto che i relativi costi sono gravati sulle casse del comune che si trovano stretti tra la necessità di fornire un rifugio sicuro a donne e bambini e il dovere di far quadrare i conti. Sono senz’altro favorevole all’attivazione di percorsi in strutture protette – ha precisato Calza – . Ma occorre sapere come vengono fissate le rette a carico dei comuni. Quali sono le strutture? Che servizi offrono e che tariffe che applicano?”.
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