Boninfante si (ri)presenta: «Giovani di talento, grande sfida»
L'ex Copra torna a Piacenza, alla Gas Sales Piacenza: «La piazza sa dare tanto, presto toccherà a noi»

Marcello Tassi
|1 anno fa

Dante Boninfante ai tempi della militanza nel Copra e nelle vesti di allenatore
Un ritorno che sa di casa, ma guarda al futuro. Dante Boninfante è il nuovo allenatore della Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza. Dopo tre stagioni da palleggiatore tra il 2007 e il 2010, torna al PalabancaSport da tecnico per guidare i biancorossi in Superlega e Coppa Cev. Un legame già scritto nella storia del club – culminato con lo storico scudetto – che ora si rinnova in panchina, con l’ambizione di dare continuità a un progetto importante.
Che effetto le fa tornare a Piacenza? «È una bellissima opportunità. Ho vissuto qui anni intensi, in una città appassionata e coinvolgente. Oggi trovo un club solido, con idee chiare e giovani di talento. È una sfida stimolante che mi carica tantissimo».
Il ricordo più forte da giocatore? «Lo scudetto del secondo anno, ovviamente. Ma anche la prima stagione fu speciale: partimmo in salita, ma arrivammo in finale scudetto e Champions. Il pubblico fu straordinario, l’entusiasmo contagioso».
Che allenatore è Boninfante? «Credo molto nel rapporto quotidiano coi giocatori. La crescita tecnica passa anche dalla fiducia e dalla connessione. Ogni squadra è diversa: bisogna conoscerli prima come persone, poi come atleti».
Cosa le ha chiesto il club? «Continuità e un passo in più. Mantenere Piacenza ai vertici, valorizzando il progetto Gas Sales, e affrontare con ambizione la Coppa Cev, soprattutto dai quarti in avanti».
Che squadra sarà? «Equilibrata, con veterani di spessore come Simon, Maar e Galassi, e giovani di talento come Porro, Mandiraci e Gutierrez. Occhi puntati sugli opposti: Bovolenta, chiamato a più responsabilità, e Léon, al debutto in Superlega».
Con lei ci sarà ancora Samuele Papi. «Un vero valore aggiunto, dentro e fuori dal campo. Condividiamo tutto, con confronto diretto e sincero. Lo staff unito è la base per fare qualcosa di importante».
Piacenza è una piazza esigente: la preoccupa? «No. Anzi, è uno stimolo. Dove c’è pressione, c’è anche ambizione. Le grandi piazze sono così: se ci sono aspettative, vuol dire che si crede nel progetto».
Leggi anche
Gli articoli più letti della settimana
1.
Radiologia, lo sforzo anti-Covid: "In emergenza oltre 40 tac al torace al giorno"
2.
May4th Be with You, tutto quello che c’è da sapere sullo Star Wars Day (e non solo)
3.
Lumezzane, finito il ciclo vincente del mago di Vernasca: Franzini esonerato
4.
Oltre 700 piante a dimora per ogni bimbo nato: 3.800 euro a Piacenza dalla Regione

