Sorveglianza da remoto per ventitré anziani grazie alla Fondazione
Il progetto per sostenere la domiciliarità si fonda sia su contatti diretti degli operatori che sugli esiti forniti dai sensori ambientali
Filippo Lezoli
|7 mesi fa

Irma non è solo un bel nome. È anche il progetto che nasce con due obiettivi prioritari: sostenere la domiciliarità e prevenire la non autosufficienza. Per conseguirli, spiega Giacomo Gnocchi, coordinatore del progetto e responsabile area Welfare e Innovazione del Consorzio Solco, si è pensato di «agire sulla relazione: c’è infatti un operatore che tutti i giorni contatta gli anziani, che parla con loro, un segno di vicinanza».
Non solo però. All’interno dell’abitazione sono installati sensori ambientali passivi, per i quali non servono da parte delle persone competenze per attivarli, così come non c’è alcuna ripresa video né audio.
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