Autoironia e 43 edizioni: la Gerassa vince il Palio della Zobia, stile di vita
Dopo le polemiche e l’annullamento per maltempo, la Zobia ha regalato al paese calore ed allegria, trasformando le vie del centro in un grande teatro popolare
Federica Duani
|8 mesi fa

Il carro vincitore del 43esimo Palio della Zobia
A conquistare il Palio della 43esima Zobia, a Fiorenzuola, è stata la Gerassa con “I baracon fiurinsulan”, un tuffo sfacciato e irresistibile nel cuore della sagra di San Fiorenzo. Ha vinto il rumore allegro dei piatti che volano e delle risate che coprono ogni polemica. Ha vinto il luna park di una volta, con le luci sgangherate e l’odore di panini nell’aria. Il carro ha trasformato la città in una fiera d’altri tempi: tiri a segno improvvisati, giostre traballanti, paninari instancabili (il più giovane, Nicolò, ha appena sette anni), gag cucite sulla memoria collettiva del paese.
Domenica, 15 febbraio, Fiorenzuola si è accesa a colpi di satira, dialetto e passione. Dopo le polemiche e l’annullamento per maltempo, la Zobia ha regalato al paese calore ed allegria, trasformando le vie del centro in un grande teatro popolare. La politica è stata tra i bersagli privilegiati. Il sindaco Romeo Gandolfi è stato “zobiato” più volte. Nel carro “Inaugúrasion ad l’aereuport ad Fiurinsôla” l’aeroporto spuntava nell’area del campo sportivo grazie all’emiro Sultan Salam Nustran, “sultano del salame nostrano”, tra hostess e steward pronti all’imbarco. Sul fronte opposto, il carro “Noé, l’ultmà speransà ad Fiurinsôla” evocava il Diluvio universale: una diga di Mignano pronta a crollare e un’Arca su cui salivano animali e amministratori. «Se la diga crolla siamo pronti a dimetterci», ironizzavano i figuranti, controllando prima che “tutti i pesci fossero in salvo”. Non solo politica. Nel “TG Fi – Al telegiurnal ad Fiurinsôla” la cronaca diventava parodia: giornalisti incalzanti, richieste surreali, il sogno di riportare in auge una tv tutta locale. Sui lati del carro, due schermi mostravano la città dall’alto grazie a un “drone umano”, un ragazzo sospeso tra nuvole finte e ventilatori: «Da quassù si vede una città piena di belle persone».
Otto carri, mesi di lavoro, piazza Caduti gremita per la presentazione affidata a Omaira Ferraroni e Mario Tosini. Dall’Odissea in dialetto all’Inferno dantesco popolato da dannati. Sul carro del Bar Paradusi, “Jurassic Parko Lucca – La caccia al megalomode”, Marco Modenesi premiato per la “Zobia più sacrificata”, riconoscimento che aveva conquistato anche nel 2022. 2023, 2024: praticamente nudo, immerso per ore in una vasca d’acqua, nei panni del “megalomode” braccato tra fossili, piante carnivore e creature preistoriche.
A decretare i vincitori la giuria guidata da Sonia Aletti, 13 volontari chiamati a valutare carri e numeri in piazza e lungo le vie. Ma il premio più grande, ancora una volta, è stato l’abbraccio di un paese che ha scelto di ridere di sé.
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